La nascita di Charlie
Mattia Vanfiori
Fandom: Hazbin Hotel
«Devo sbarazzarmi del cellulare» promise, poi rispose: «Lucifero, mi aspettavo una tua chiamata, ma non a quest’ora! E poi… un momento, ma sono le urla di Lilith quelle che sento?»
«Oh sì, va così da ore.
Ha deciso di partorire in casa, abbiamo adibito la camera da letto a “sala parto”.
C’è un’intera equipe medica là dentro. Il trapasso è cominciato 15 ore fa»
«Travaglio», lo corresse
Sera. Poi gli chiese, «Perché tu non sei con lei?»
«Oh beh, stava diventando
stressante per me, così mi sono preso una pausa, sono uscito un po’ all’aria
aperta e ho pensato di telefonarti»
«Razza di marito e padre snaturato!»,
strillò lei, incredula. «Torna subito da tua moglie».
«Sera, asserenati. Quando
si vedrà la testolina fuoriuscire da lì, io sarò subito dentro, sperando che a
quel punto il bambino sia fuori. Questa cosa della procreazione è peggio di una
possessione»
«Potresti essere meno
dissacrante?», s’accigliò l’angelo. «Ricapitolando, mi hai chiamato perché ti
annoiavi?»
«Sono su di giri, ho solo
bisogno di parlarti un po’ del nascituro», chiarì lui. «Abbiamo già scelto il
nome, sai. Se sarà maschio, lo chiameremo Charles, abbreviato in Charlie. E se
sarà femmina, la chiameremo Charlotte, abbreviata in Charlie»
«Non volevate pensarci troppo, eh?»
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