Benvenuti su Mattia Vanfiori Autore - Fantasy & Romance. Oggi parliamo dei tagli che vengono fatti durante la rilettura di un romanzo.
Si tratta di un momento delicato, molti autori lo definiscono persino doloroso.
Limare un romanzo è davvero un male necessario? Oppure è un'operazione ben riuscita che dona sollievo?
Mentalità degli Autori
Siamo convinti che ogni parola ci rappresenta completamente, quindi tagliare anche solo una minima parte equivale a sacrificare una parte di noi stessi.
È davvero così?
Naturalmente, siamo in ciò che scriviamo, ma dobbiamo intendere la storia nel suo complesso e non in piccoli dettagli superflui.
Immaginiamo il libro come un completo e le parole sono il giusto abbinamento.
Se non le usiamo bene e teniamo tutto per buono, allora sarà come uscire con felpa, cravatta e calosce.
Siamo sempre noi, ma vestiti malissimo!
Mentalità dei Lettori
Non tutto ciò che scriviamo interessa ai lettori. Non accettarlo significa non accettare neanche la buona riuscita della storia.
E non per cercare approvazione, ma perché la mancanza di obiettività ci fa sprecare il potenziale del nostro libro.
Meno arroganza, più comprensione.
Se leggiamo un fantasy, ci interessa davvero la lezione di geografia e anatomia, o vogliamo solo goderci appieno la storia?
Se leggiamo un romance con un protagonista avvocato, vogliamo conoscere ogni minuzia del suo lavoro o ci interessa sapere in che modo l'amore lo influenzerà?
Lo stesso discorso vale per una serie. Ci piacerebbe sentire le stesse battute stagione dopo stagione e sopportare una storia così lenta da non evolvere?
E sarebbe bello ascoltare una canzone infinita, perché il cantautore è morbosamente attaccato a ogni strofa?
Credo che la risposta sia: NO.
Limare un romanzo ci aiuta a creare una storia con una meta ben precisa, senza soste o inutili retromarce. Non significa tagliare noi stessi, ma al contrario, presentarci con l'aspetto migliore.
Non si può raggiungere la perfezione, ma si può migliorare di continuo.
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